Bonae Novae

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Zenshinkai Bologna

Documenti sul Buddhismo:                   tre discorsi di Leonardo Anfolsi


La Mia Dottrina: Il Tuo Occhio Spalancato 
La Paramita Della Sopravvivenza
Se Una Parola Non Basta, Cento…

Scrittore, viaggiatore, monaco e Maestro di Buddhismo della tradizione Zen Rinzai, svolge il suo ruolo di amico spirituale da venti anni. È stato riconosciuto dal XXII Gomo Tulku Sonam Rinchen come attuale incarnazione di un Lama eremita. È amato per la sua allegria, la sua erudizione e disponibilità: “ognuno di voi è per me un vecchio amico”


Nota biografica di

L e o n a r d o  A n f o l s i  R e i y o  
​Leonardo Anfolsi è nato nel 1959 a Bologna. Come ogni bambino amava esplorare, correre e saltare ma talvolta poneva agli adulti tremende domande esistenziali di cui valutava con gran serietà la risposta, la domanda più tipica era: “Perché corri così se dovrai morire?”. Ha interrogato sul serio la vita e la morte e non fu impressionato da quello che gli dicevano gli adulti. Un giorno volle capire cosa si percepisce oltre i sensi, perciò si tappò a lungo le orecchie, chiuse gli occhi e non pensò a nulla: non vi trovò niente di ciò che gli adulti raccontano in chiesa. Vi trovò una luce danzante: più tardi chiamò questa esperienza “la fontana immobile”. E’ per questo motivo che da adulto continuò i suoi esperimenti e le sue ricerche nel campo della mente e della coscienza. Da bambino un compagno di giochi gli disse: “Forse stiamo tutti sognando”. Sentì il peso del corpo scomparire ed il respiro sospendersi. Mentre stava per replicargli “…Ma i miei genitori non me l’hanno mai detto!” l’amichetto gli rispose a bruciapelo “Forse anche loro stanno sognando”. Da quel giorno spesso, al tramonto, ha sentito quella impressione ed è scivolato in quello stato di gioia oceanica in cui tutto è compreso. All’età di diciassette anni aprì un libro di Alan Watts e scoprì che quella visione del mondo era già nota. Fu così che incontrò lo Zen: per più di una settimana non riuscì a contenere la gioia di quella scoperta e ruppe le scatole a tutti i suoi amici. All’età di diciotto anni varcò la soglia del monastero di Zenshinji e da allora studia e pratica col Maestro Engaku Taino. Ha vissuto alternando lunghi ritiri di pratica a viaggi, scalate, pellegrinaggi, e mestieri di ogni genere.

Buddhismo

La Via delle Nuvole Bianche​

In occidente si contano oramai migliaia di centri di pratica o di cultura buddhista.  Eppure qui nell’occidente moderno dobbiamo imparare a vivere in stati differenti,  ad essere in meditazione ma al contempo attivi al massimo. Di più, impavidi e radianti.

Solo ciò che funziona è “upaya”, un “mezzo abile” ed il Buddhismo può essere multiforme e comprensibile a persone con un differente vissuto.  Non importano le nostre condizioni di vita: avendo davvero cura di ogni cosa, rimanendo davvero interiormente liberi, abbiamo già noi stessi. Questo è il luogo in cui si medita e si realizza il satori.